Balconi Fioriti a Finalpia: ancora 2 giorni per iscriversi – di Marilisa Lorusso

Ancora due giorni per iscriversi alla prima edizione di Balconi Fioriti, a Finalpia, concorso floreale aperto a privati e commercianti.

L’architettura verde e sostenibile promuove l’integrazione di fuori e piante sulle e nelle costruzioni. Moltissimi i benefici che derivano da una progettazione o da uno sviluppo che porta alla creazione di giardini verticali, di terrazze e balconi fioriti.

È infatti provato che le piante contribuiscono a:

  • La regolazione termica. La traspirazione delle piante rinfresca;
  • La depurazione dell’aria attraverso l’assorbimento dell’anidride carbonica e la produzione di ossigeno;
  • L’azione di filtraggio e depurazione degli inquinanti atmosferici;
  • L’abbattimento acustico e riduzione del riverbero. La massa vegetale assorbe le onde sonore e luminose;
  • L’ostacolo alla diffusione del fuoco;
  • La valorizzazione degli edifici e benefici psicologici.[1]

E proprio da questo ultimo punto che parte a Finalpia per la prima volta il concorso Balconi Fioriti. Iscrizioni aperte a privati i commercianti fino al 10 marzo, nella cartoleria di via Molinetti nel rione, per far partecipare gratuitamente le proprie vetrine o terrazze. Il giorno del concorso sarà poi il 24 marzo, in concomitanza con la Festa di Primavera.

Olga Gattero, presidente dei Garosci de Pia, così spiega l’iniziativa: “Cosa c’è di più bello dei fiori per dare quel tocco di colore che manca in questo periodo? Voglia di sole, di colore dopo questi mesi grigi fatti di acqua, freddo e malumori: i Garosci de Pia hanno pensato di alleviare un poco il cuore della gente, organizzando un concorso floreale per rallegrare un poco gli animi. Il concorso balconi e vetrine fiorite dovrebbe portare un po’ di colore e vivacità nel Rione di Pia.”

Una giuria valuterà la creatività e l’impegno dimostrato aggiudicando un riconoscimento ai vincitori.

Pagina face book dei Garosci de Pia: https://www.facebook.com/garoscidepia/

[1] Si veda una breve trattazione sui giardini verticali: https://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_verticale

Patrizia Palermo: Dal Verde Pubblico al Verde Comune – di Marilisa Lorusso

E’ di recentissima uscita il libro Dal Verde Pubblico al Verde Comune, di Patrizia Palermo, una tanto documentata quanto appassionata disquisizione sul Verde. Il verde come luogo fisico, i giardini, giardinetti, parchi che incorniciano o si insinuano nei nostri abitati, ma anche il verde come luogo sociale, inclusivo, spazio di incontro e di democrazia. Proprio da qui si parte, da come il verde da privato – i giardini delle magioni nobiliari – sia divenuto diritto e simbolo dell’uguaglianza dei cittadini a fruirne e – in tempo di crisi – a giocare un ruolo sempre più attivo nella sua creazione e gestione.

Il verde quindi come spazio e bene comune. E qui la prospettiva di analisi si fa più completa: scrive un’autrice che è giurista per formazione, amministratrice per esperienza e cittadina attiva per vocazione e per scelta. Il libro è quindi un indispensabile strumento per chi si avvicina al concetto di collettività e di beni comuni, a partire dal principio di solidarietà sancito dalla nostra costituzione per spingersi oltre verso i più recenti sviluppi, anche normativi. Uno strumento ancora più prezioso per chi risiede sul territorio ligure, visto che l’autrice vive e racconta la sua esperienza da genovese, per cui il testo fornisce ad amministratori e cittadini un’occasione per informarsi ed aggiornarsi su come regione, capoluogo e municipi nel proprio territorio si stiano muovendo, e su cosa possano fare le comunità.

Scorrono agili le pagine di un libro che spazia dai ritagli di verde con una fontanella incastonati fra i palazzi del boom edilizio ai territori del Ponente esposti alle trasformazioni previste dalle Grandi Opere in Liguria, fra cittadini e attivisti che si interrogano e si mobilitano perché il verde rimanga, sia preservato come un luogo sicuro dove si possa giocare o leggere senza dover pagare, perché insomma per essere cittadini non si debba essere necessariamente consumatori.

Patrizia Palermo, Dal Verde Pubblico al Verde Comune, Aracne ed., Roma, 2017 acquistabile online sul sito dell’editore: http://www.aracneeditrice.it/index.php/pubblicazione.html?item=9788825503593

Orti in città, esistono di Tiziana Voarino

 

Gli orti in città esistono. A New York si coltivano orti in comune anche sui tetti, i ristoranti fanno a gara ad avere il proprio approvvigionamento di erbe aromatiche a portata di mano, dietro l’angolo, o su in cima al loro edificio. All’estero è ormai un’usanza diffusa; in Italia a Milano oltre alle pareti verdi  si incontrano, ma anche a Torino si possono ammirare. Ci si imbatte per caso. Una piazza con un’ area  di terra divisa in piccole riquadri:  all’interno fiori e piante di ortaggi, un bastoncino con su  appeso il nome identifica  chi si occupa del proprio fazzoletto di verde.  La voglia di Natura si fa sempre più urgente nelle città di tutto il mondo, per avere qualche momento di quotidianità rasserenante. Questi orti urbani comuni sono anche l’espressione di una voglia sana di conoscere altre persone, di condividere un’esperienza  appagante con individui dalla sensibilità e voglia di vivere appieno che li rende affini.   New York, Londra, Singapore e altre metropoli, sopratutto nel nord Europa, hanno ben chiaro quanto gli spazi verdi in città possano aiutare a sentirsi meglio in agglomerati urbani, spesso alienanti.

Ogni città, qualsiasi paese ha degli spazi incolti, brulli, inutilizzati.  Serve solo l’iniziativa, la voglia di cimentarsi con una nuova passione. Vivere circondati dalla Natura è un enorme privilegio, ma qualche piccolo accorgimento ci può aiutare anche tra il cemento. Può far sentire meglio anche dare uno sguardo, correndo magari  per andare a prendere la metropolitana, a un balcone fiorito, o a un quadretto di terra coltivato con ortaggi contornati da allegri fiorellini.