“Abbaiando sotto le stelle: la serata per aiutare e conoscere i pelosetti del canile” di Sara Pessano

“Abbaiando sotto le stelle: la serata per aiutare e conoscere i pelosetti del canile” di Sara Pessano – Sabato 29 luglio, dalle ore 19.00 alle ore 01.00, si terrà presso il Canile di Cairo Montenotte “Abbaiando sotto le Stelle”. Ci sarà la possibilità di fare apericena. Si consiglia ai partecipanti di indossare scarpe chiuse ed una felpa perché il canile si trova all’interno di un magnifico bosco. Sarà una serata con l’occasione di poter aiutare i pelosetti del canile di Cairo e per conoscerli meglio.

Per prenotazioni: 3477706179.

Lunedì 10 Luglio, Finale Ligure torna Sotto le Stelle – di Marilisa Lorusso

Lunedì 10 luglio torna sul lungo mare Migliorini FINALE SOTTO LE STELLE. L’appuntamento è alle 21:30 in piazzale Buraggi, allestito con posti a sedere e mezzi audiovisivi per godere della proiezione di fotografie, testimonianze dell’unicità del territorio finalese.

Autore della galleria fotografica è Carlo Lovisolo. Chi frequenta Finale conosce i suoi bellissimi scatti che campeggiano in locali, fra le cartoline, e nei vari contesti con cui collabora. Carlo è infatti non solo fotografo, ma un autentico conoscitore, promotore e protettore del territorio finalese. La passione per il territorio comincia quando entra nella Lega Ecologica Finalese e poi nel WWF, di cui è stato responsabile del gruppo attivo territoriale; cofondatore della cooperativa Tracce, il suo nome è legato alla genesi della prima legge provinciale e regionale sulla tutela dei rapaci.

Guida naturalistica, fotografo professionale, Carlo ha selezionato per Finale Sotto le Stelle quattro aree tematiche: il finalese, i cetacei, la neve in riviera, le splendide mareggiate. La immagini vengono spiegate – per vedere e capire il territorio – e l’appuntamento si ripete tutti i lunedì, 3 volte al mese a Finalmarina, e uno a Varigotti.

Con Carlo si possono anche fare escursioni fotografiche in cui si viene introdotti alle basi della fotografia naturalistica, percorrendo aree di particolare interesse naturalistico e paesaggistico con un semplice trekking di circa 3 ore. Il progetto fa parte del ricco calendario delle guide ambientali escursionistiche nel finalese, disponibile qui: https://www.facebook.com/finalenatura/

Impreziosisce l’offerta per la promozione a 360 gradi del territorio la sua cooperazione con Whale-Watch, una nuova realtà che consente su gommoni per piccoli gruppi di recarsi nelle aree dei cetacei con un biologo marino o una guida naturalista. Il tour culmina con un bagno nella riserva marina della Gallinara. 3 tour alla settimana con partenze da Finale. Tutti i dettagli qui: www.seasafari.it

PRATOSOPRALACROCE: CLIMA PERFETTO? UTOPIA O REALTà? DI ALICE SIGNAIGO

Lo sapevate che all’interno del Parco dell’Aveto si trova un piccolo borgo in cui pare si trovi l’utopico e tanto ricercato “clima perfetto”? Andiamo alla scoperta di un territorio ancora inesplorato: Pratosopralacroce

Pratosopralacroce è un piccolo paesino di campagna collocato a 600m s.l.m, precisamente nella Val Penna, nel Comune di Borzonasca(GE).

Questo borgo è metà strada tra mare e monti e, per questo motivo, viene denominato località di “mezza montagna” poiché in soli trenta minuti, è possibile raggiungere sia rinomate spiagge e mete del Tigullio come Chiavari, Sestri Levante o Zoagli; sia superare i 1000 metri di altitudine e incontrare cavalli selvaggi, laghi, faggete e luoghi considerati “lunari” per la loro conformazione geologica come ad esempio Pratomollo.

La posizione strategica in cui è collocata Pratosopralacroce le ha permesso, in passato, di godere di una certa fama ed essere considerata una delle mete più visitate e apprezzate in tutto il territorio sia dai villeggianti che dagli abitanti stessi, grazie al clima e alle meraviglie che ne fanno parte.

Sì, avete sentito bene, proprio grazie al clima questo piccolo paesino godeva di una fama nazionale, Nel 1846 durante un congresso di scienziati svoltosi a Genova, grazie alla documentazione presentata, Sopralacroce fu tenuta in considerazione per le sue proprietà terapeutiche del clima definito: tonico, sedativo e asciutto e di una fonte di acqua minerale ferrugginosa ritenuta unica nel suo genere in Liguria e tra le poche in Italia. Grazie a questi due importanti fattori nacque così la prima stazione idro climatica dell’intero Appennino ligure.

In questa località si trovava e pare essersi mantenuto tutt’oggi l’utopico “clima perfetto”: non troppo freddo d’inverno (temperature mai sotto lo 0°) e non troppo caldo d’estate (non si superano mai i 30°). La prima persona che decise di usufruire e di sfruttare il valore “tonificante delle acqua e dell’accertata salubrità del clima” fu proprio il dottor G.B. Prandina o meglio il medico di Garibaldi e il celebre Professor Devoto ideatore del dizionario di lingua italiana Devoto-Oli, tra i massimi esponenti della disciplina del Novecento.

Per completare questo quadro di benessere, durante la fine dell’Ottocento, sulle Rive del Rio Storto (piccolo ruscello che scorre nel paese), furono anche costruiti i bagni termali (oggi scomparsi sotto la fitta vegetazione) che aumentarono a dismisura il numero di turisti.

La fama di Sopralacroce durò per circa 40 anni, successivamente iniziò il declino per varie ragioni, una tra le quali si identificò nella nuova moda tra i turisti di salire sempre più in alto verso i 1000/1500m di altitudine.

Cosa resta oggi di Pratosopralacroce? Un piccolo paesino di campagna in cui è possibile rilassarsi, immergersi tra la natura, il silenzio e l’aria rigenerante, godere di un ottimo clima ed infine intraprendere tantissime escursioni nei dintorni: dalle rovine di una antica chiesa nel bosco risalente all’anno 1000, il celebre Volto Megalitico (vedi articolo sul blog), la sorgente di acqua minerale ferruginosa, la cascata da Cianà, la passeggiata al faggio secolare, i cavalli selvaggi dell’Aveto, gli antichi borghi con incisioni sui portali, i Laghi di Giacopiane e molto altro ancora.

Non mi resta quindi che invitarvi a visitare questo piccolo gioiello dell’entroterra ligure all’insegna della scoperta e dell’avventura!

 

 

 

Non solo erbe, questo weekend a Sale San Giovanni, il bellissimo borgo nel pieno del suo percorso di valorizzazione

pieghevole 2017

Non solo erbe, questo weekend a Sale San Giovanni, il bellissimo borgo delle Langhe immerso ormai  nel pieno del suo percorso di valorizzazione. Sale San Giovanni è accoccolato sulla collina, con il centro storico “aggrappato” al castello Incisa di Camerana. Qui il tempo è scandito dai ritmi della natura, il paese è diventato luogo d’eccellenza della tradizione erboristica e dell’agricoltura bio. Bellissimo, affascinante come solo i borghi di origine medioevale sanno essere.  Deve la sua fortuna alla caparbietà, alla perspicacia e lungimiranza di alcune persone che l’hanno vissuto da sempre con grande rispetto e ammirazione.  Non l’hanno abbandonato, non sono scappati tutti in città, o sono ritornati, lo hanno curato, hanno pensato a rivalutarlo, a valorizzarlo. E così i residenti, ora sono centottanta, capitanati prima da Luigi Germone e attualmente dal sindaco in carica Costantino Germone, con il sostegno della Proloco e del suo presidente Mauro Grasso, e di abitanti intraprendenti come Renato Suria, possono essere orgogliosi del lavoro e delle energie investite.

Arrivati a questa ventesima edizione di Non Solo Erbe, il borgo ha cambiato aspetto. Ha raggiunto la notorietà come “piccola Provenza italiana”, oltre quaranta ettari coltivati a erbe officinali e lavanda. Puntando sulla tipicità e sul recupero del territorio ha anche rilanciato la coltivazione dell’enkir, il più antico tipo di grano, trasformandolo in una specialità del territorio.

E i risultati sono arrivati. Oltre ad attrarre in questi giorni un curioso e vasto pubblico, e proporre un’intera stagione estiva di appuntamenti che animeranno “il bricco”, antico soprannome dato al paese che sorge in alto, sopra a Sale Lange, proprio in questi giorni inaugurano i primi quattro negozi, le prime nuove attività commerciali.

Non solo erbe, inizia oggi venerdì 23 giugno, alle 18, poi proseguirà con un incontro nella lavanda aspettando la notte di San Giovanni “San Giovanni nell’agricoltura bio”. Nei prossimi giorni: conferenze, visite e appuntamenti nell’Aboreto Prandi, altra risorsa particolare, quasi un bosco magico, che regala quiete ai visitatori e ospita un’enorme quantità di alberi, provenienti da varie parti del mondo, raccolte a inizio ’900 da un ferroviere, Carlo Prandi che nella sua cascina iniziò a collezionare piante da ogni parte del mondo. In una serra riscaldata riprodusse specie esotiche che trapiantò  con pratiche d’avanguardia Sono stati riconquistati dodici ettari e piante d’interesse: abeti di Spagna e Numidia, sequoia gigante, gelso della Cina, araucaria, il platano orientale.

Possibilità di ogni tipo, dunque, a  Sale San Giovanni:  pranzare, conoscere cibi tipici, viversi la natura, fare selfie in mezzo ai campi di lavanda, giri in bici e in vespa, ascoltare presentazioni di libri: sport, cultura e tradizione che si fondono, nell’ottica di un paio di giorni all’aria aperta, vista Langhe.

Nei prossimi mesi appuntamenti nel borgo, per tutta l’estate, concerti e corsi di musica. Una grande novità sarà, per questa stagione, il teatro a Sale san Giovanni con un nuovo progetto di valorizzazione che lascerà a bocca aperta.

I dettagli e le informazioni degli appuntamenti sulla locandina in evidenza nell’articolo e sul sito www.comune.salesangiovanni.cn.it o al telefono 0174 75000

I misteri celati attorno al Volto Megalitico di Borzone di Alice Signaigo

All’interno del Parco Regionale dell’Aveto, in una piccola frazione del Comune di Borzonasca chiamata Zolezzi, si nasconde tra i boschi e le verdi vallate una tra le opere più imponenti e misteriose della Liguria e, forse, anche d’Italia: il Volto Megalitico di Borzone. Si tratta di una tra le sculture rupestri più grandi d’Europa e probabilmente anche del mondo. Con i suoi sette metri d’altezza e quattro di larghezza, il Volto resta ancora oggi un punto interrogativo per molti studiosi e storici.
Le interpretazioni sono molteplici: c’è chi sostiene sia raffigurata l’effige di Cristo, scolpita dai monaci Benedettini della vicina abbazia di Sant’Andrea, durante il Medioevo, al fine di cristianizzare la vallata. A tal proposito, si narra che il Volto venisse usato come luogo di culto dagli abitanti della zona e, nel momento in cui i monaci abbandonarono il monastero, venne dimenticato. Altre enigmatiche ipotesi comparano il Volto alla raffigurazione del Dio Pen ossia il dio delle cime (da cui deriva il nome del vicino Monte Penna), collocato e scolpito in quel punto ben preciso della vallata in modo da proteggere e custodire la comunità circostante e inoltre c’è anche chi pensa che la scultura fosse sfruttata per svolgere antichissime funzioni funerarie. Altre teorie sostengono che il Volto risalga addirittura al Paleolitico superiore (da circa 20.000 a 12.000 anni fa) anche se la scienza non si è ancora ufficialmente pronunciata al riguardo poiché non vi sono mai stati studiosi che l’hanno segnalato come oggetto di ricerca. Un esperto ha ipotizzato che il retro della scultura, coperto dalla fitta vegetazione, potrebbe nascondere un altro viso, dato che il bifrontismo è frequente nelle sculture antropomorfe del Paleolitico. Resta il fatto che il Volto è stato considerato un vero e proprio megalite, più precisamente un menhir antropomorfo e che la tecnica di lavorazione è la stessa utilizzata per la scultura rupestre paleolitica. Volto di Cristo? Volto del dio Pen? Volto di uomo? Volto di donna? Ora non vi resta che partire alla scoperta e magari provare anche voi a scorgere quel misterioso viso che sembra vigilare con la sua imponenza sulla vallata del Penna e sulle antiche vie di comunicazione che collegavano il Tigullio alla Pianura Padana.

 

“Aiuta anche tu il CRAS per la costruzione delle voliere per i volatili bisognosi” di Sara Pessano

Voliere“Aiuta anche tu il CRAS per la costruzione delle voliere per i volatili bisognosi” di Sara Pessano – Il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) ha deciso di anticipare la costruzione delle voliere perché, nel contesto urbano, è sempre più assiduo incontrare uccelli in difficoltà. Ogni giorno vengono segnalati dei volatili bisognosi di aiuto di cui il CRAS si occupa di curarli e di riabilitarli. Alcune volte sono dei rondoni incapaci di spiccare il volo, oppure si può trattare di animali intossicati o di rapaci feriti. I volatili migratori hanno fatto ritorno nei nostri territori con l’arrivo della primavera. È aumentato anche, con l’inizio del periodo delle nascite, il bisogno di una struttura adatta per potersi prendere cura dell’avifauna che è stata danneggiata da elementi antropici. Con la costruzione delle voliere, il CRAS è preparato ad accogliere anche i volatili più delicati. Può offrire agli uccelli ripari isolati, per esempio nel silenzio di un habitat boschivo, e lontani dallo stress che la presenza umana può causargli. Le voliere permettono al volatile di recuperare le piene facoltà fisiche e di tornare gradualmente indipendente. L’obbiettivo è che si appropri nuovamente della sua libertà spiccando di nuovo il volo senza alcun sostegno. Dotandosi in tempo delle voliere, però, hanno dovuto anticipare la spesa e ciò li ha fatti indebitare e per ciò stanno chiedendo aiuto per ristabilirsi per continuare l’attività di poter soccorre sempre più animali che sono in difficoltà. Aiutando il CRAS, per le spese dell’installazione delle voliere, si avrà l’occasione di aiutare la fauna selvatica ligure e di proteggerla.

Per informazioni: www.enpagenova.org – genova@enpa.org

Whale watching nel Santuario Pelagos a Loano: alla scoperta dei cetacei di Sara Pessano

whaleWhale watching nel Santuario Pelagos a Loano: alla scoperta dei cetacei – Per martedì 25 aprile è stata organizzata a Loano un’escursione guidata nel Santuario Pelagos per ricercare i cetacei nel Mar Ligure. Sarà un’occasione speciale per scoprire il Mar Ligure. La giornata inizierà alle 10.20 con un briefing di preparazione all’escursione presso il Whale Watching Center di Loano. Dopo la conferenza informativa, finalmente, ci s’imbarcherà per iniziare l’escursione in mare aperto. La durata sarà tra le quattro e le cinque ore circa. L’ora del rientro a terra sarà a descrizione dello staff di bordo (Riserva Naturale Isola Gallinara). La quota di partecipazione della giornata sarà di 65,00 € e comprenderà il briefing tecnico presso il Whale Watching Center di Loano, l’escursione in mare con una guida ambientale certificata e l’escursione con un mezzo tecnico specifico per l’attività. La quota però non comprende il trasporto verso il luogo del ritrovo ed il pranzo che si consiglia di portarlo al sacco. Per quanto riguarda l’equipaggiamento è consigliato vestirsi con un abbigliamento a strati e scarpe antiscivolo. È anche suggerito di portarsi con sé dei binocoli ed una macchina fotografica. L’iscrizione è obbligatoria e deve essere entro le 17.00 del 23/04.

Per informazioni ed iscrizioni: 0039 347 8300620

Il CRAS ENPA GENOVA compie un anno e gli animali ringraziano! di Beatrice Citron

Il CRAS ENPA GENOVA compie un anno e gli animali ringraziano! Nel 2016 l’ENPA di Genova ha inaugurato il primo CRAS ( Centro Recupero Animali Selvatici) sul territorio ligure. La struttura si occupa di dare rifugio, cura e riabilitare tutta la fauna selvatica in difficoltà. Infatti, il fine ultimo di ogni operazione del Centro è il rilascio dell’ospite, rispettando sempre la salvaguardia del patrimonio naturalistico della Regione, secondo le esigenze degli animali. La Liguria è un importantissimo corridoio ecologico, un riferimento per svariati migratori ed un habitat di numerose specie, purtroppo a rischio di estinzione. Ecco il perchè della decisione dell’ ENPA di Genova di aprire il Centro, attrezzato all’accoglienza di questi animali, con ambulatori specializzati e recinti opportunamente isolati dall’ambiente urbano. Oltre ad essere un luogo di recupero e riabilitazione, il CRAS si occupa della ricerca e raccolta dati. Infine organizza incontri aperti ai cittadini per approfondire temi relativi all’ ambiente e biodiversità, condividendo sempre le esperienze vissute dai volontari al Centro.

Tutti i volontari del CRAS ENPA GENOVA  si pongono la missione di fare tutto ciò che è possibile per gli animali e per la natura, troppo spesso sottovalutata da coloro che non comprendono il legame indissolubile tra l’uomo e il mondo naturale.

Per rimanere aggiornati su attività ed eventi del Centro visitate il sito http://www.enpagenova.org

 

Tutti a caccia della cometa 41P con gli Gruppo Astrofili Savonesi di Sara Pessano

CometaTutti a caccia della cometa 41P con gli Gruppo Astrofili Savonesi – Giovedì 13 aprile alle ore 21.00 si potrà osservare la cometa 41P nell’Osservatorio Astronomico Savonese al Campus Universitario di Savona. Si potrà ammirare il corpo celeste con i nuovi strumenti, con la speranza che riservi, anche in questo perielio, qualche bella sorpresa come è avvenuto in passato.