SuxGiù

Lo Sport a Finale Ligure: Riflessioni (III) – di Marilisa Lorusso

Continua, in previsione del convegno del CAI (“Quali limiti per l’Outdoor?”, Chiostri di Santa Caterina, Finalborgo, ore 09:30) la serie di riflessioni sullo sport a Finale Ligure. Segue l’intervista a Mauro e Paola, del nuovo spazio SuxGiù che molti forse ancora non conoscono. Con loro parliamo di arrampicata outdoor e – con la loro iniziativa – oggi anche indoor.

La storia dell’arrampicata finalese inizia 50 anni fa (si veda in merito l’intervista di Anello Verde con l’Assessore http://anelloverde.it/lo-sport-a-finale-ligure-riflessioni-i-di-marilisa-lorusso/). Una quindicina d’anni fa poi la svolta, con chiodature di pareti più facili che rendono il territorio fruibile anche a climber meno esperti. (si ricorda l’intervista di Anello Verde con Thomas http://anelloverde.it/le-sfide-thomas-mani-testa-passione-finale-marilisa-lorusso/).

Alla base del successo dell’area finalese c’è la peculiarità offerta dalla pietra del finale, e il clima. In particolare da ottobre a aprile letteralmente migliaia di vie distribuite su una quarantina di settori attirano sportivi, con gradi proibitivi e/o livelli accessibili a tutti inclusi i principianti

L’afflusso turistico sportivo non raggiunge certo i numeri e il livello d’impatto di quello balneare, ma va monitorato e gestito. Per quanto riguarda l’arrampicata questo riguarda soprattutto due aspetti. Uno è legato alle zone di pernottamento o accampamento degli sportivi, e l’altro è l’impatto ambientale. Quest’ultimo è normato dalla legge regionale, che tutela le aree protette per flora e fauna (in particolare il falco pellegrino).

Per quanto riguarda la normativa sull’esercizio dello sport e sulla figura della guida/maestro di arrampicata le federazioni sportive di riferimento sono il CAI e la UISP, mentre le uniche figure previste per accompagnare gruppi o insegnare, in base alla legge Bassanini sono le guide alpine. In pratica il 90% degli arrampicatori svolge lo sport in piena autonomia.

La palestra SuxGiù è la prima opportunità su larga scala per creare una ambiente di formazione, addestramento, avviamento all’arrampicata a Finale. La palestra è di 600 metri quadrati, rimane aperta per tutti dal lunedì al giovedì dalle 16 alle 22, ma nei week end di pioggia è aperta tutto il giorno. È possibile effettuare corsi e/o lezioni private per adulti e bambini e per qualsiasi livello dai neofiti agli esperti. È la sala boulder più grande della Liguria ed ospita competizioni amatoriali ma anche circuiti regionali. È dotata di una parete per allenamento speed. Si trova in Via S. Filippo a nel cannone sotto il ponte dell’autostrada.

SuxGiù dà la possibilità di raggiungere due degli obiettivi più ostici nella gestione dello sport e del turismo sportivo: destagionalizzare e superare la dipendenza dalle condizioni climatiche. La stagione sportiva dell’arrampicata infatti risente di temperature, esposizione al sole, umidità della roccia. Per i più giovani o i più inesperti intervengono poi altri fattori, fra cui la sicurezza, l’ambiente protetto, un percorso graduale e rassicurante, cosa che non sempre la roccia offre.

La divulgazione degli “sport minori” richiede visibilità e spazi. In un paese come l’Italia, in cui il discorso sportivo è monopolizzato in termini di risorse e comunicazione da pochi circuiti sportivi, nulla di più positivo che la diversificazione dell’offerta, soprattutto in un territorio in cui essa è radicata, endogena e caratterizzante, come l’arrampicata nel finalese. La presenza di una palestra di queste proporzioni non è che un fattore di arricchimento e per la comunità che la ospita, e che progressivamente verrà sempre più coinvolta in progetti di cooperazione, e per turisti sportivi che potranno arrampicare anche quando il meteo sarà loro ostile.

About the author: tiziana