I misteri celati attorno al Volto Megalitico di Borzone di Alice Signaigo

All’interno del Parco Regionale dell’Aveto, in una piccola frazione del Comune di Borzonasca chiamata Zolezzi, si nasconde tra i boschi e le verdi vallate una tra le opere più imponenti e misteriose della Liguria e, forse, anche d’Italia: il Volto Megalitico di Borzone. Si tratta di una tra le sculture rupestri più grandi d’Europa e probabilmente anche del mondo. Con i suoi sette metri d’altezza e quattro di larghezza, il Volto resta ancora oggi un punto interrogativo per molti studiosi e storici.
Le interpretazioni sono molteplici: c’è chi sostiene sia raffigurata l’effige di Cristo, scolpita dai monaci Benedettini della vicina abbazia di Sant’Andrea, durante il Medioevo, al fine di cristianizzare la vallata. A tal proposito, si narra che il Volto venisse usato come luogo di culto dagli abitanti della zona e, nel momento in cui i monaci abbandonarono il monastero, venne dimenticato. Altre enigmatiche ipotesi comparano il Volto alla raffigurazione del Dio Pen ossia il dio delle cime (da cui deriva il nome del vicino Monte Penna), collocato e scolpito in quel punto ben preciso della vallata in modo da proteggere e custodire la comunità circostante e inoltre c’è anche chi pensa che la scultura fosse sfruttata per svolgere antichissime funzioni funerarie. Altre teorie sostengono che il Volto risalga addirittura al Paleolitico superiore (da circa 20.000 a 12.000 anni fa) anche se la scienza non si è ancora ufficialmente pronunciata al riguardo poiché non vi sono mai stati studiosi che l’hanno segnalato come oggetto di ricerca. Un esperto ha ipotizzato che il retro della scultura, coperto dalla fitta vegetazione, potrebbe nascondere un altro viso, dato che il bifrontismo è frequente nelle sculture antropomorfe del Paleolitico. Resta il fatto che il Volto è stato considerato un vero e proprio megalite, più precisamente un menhir antropomorfo e che la tecnica di lavorazione è la stessa utilizzata per la scultura rupestre paleolitica. Volto di Cristo? Volto del dio Pen? Volto di uomo? Volto di donna? Ora non vi resta che partire alla scoperta e magari provare anche voi a scorgere quel misterioso viso che sembra vigilare con la sua imponenza sulla vallata del Penna e sulle antiche vie di comunicazione che collegavano il Tigullio alla Pianura Padana.

 

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