I sentieri del lupo in Alta Val d’Orba. di Beatrice Citron

I sentieri del lupo in Alta Val d’Orba. Domenica 30 luglio 2017, un evento imperdibile per gli amanti dell’escursionismo e della natura. Ad Acquabianca partirà un trekking guidato dedicato alla studio del lupo, che rientra nel progetto sperimentale “I Sentieri del lupo in Alta Val d’Orba”, in collaborazione con l’Ente Parco del Beigua, in applicazione dei protocolli di monitoraggio sul Lupo sperimentati con il Progetto Corem.

Il ritrovo è alle ore 10:00 presso la località di Acquabianca, ad Urbe in provincia di Savona. Dopo un briefing tecnico con la guida escursionistica, si partirà alla volta dell’itinerario, della durata di 7 ore circa, con un dislivello di 150 metri. Durante l’itinerario verranno ricercate e registrate direttamente dagli escursionisti, tutte le tracce della fauna selvatica, con particolare attenzione per quelle reative ai lupi. Verranno inoltre mostrate le tecniche usate oggi per il monitoraggio della specie, raccontando alcune curiosità sullo studio del lupo in Liguria. E’ prevista una sosta di circa mezz’ora (attività e durata effettiva a insindacabile giudizio della guida, sulla base dell’ora di arrivo sul sito e della sicurezza), per osservare la natura calandosi nei panni di fotografi naturalistici.

La quota di partecipazione è di 11 euro per gli adulti, 8 euro per  i ragazzi tra i 7 ed i 14 anni, gratis per i bambini da 0 a 6 anni. La quota comprende il trekking guidato con la guida escursionistica certificata AIGAE ed un servizio navetta per il rientro alle auto. Si consiglia come equipaggiamento un abbigliamento comodo ed a strati, scarpe adatte al trekking e macchina fotografica.

L’iscrizione è obbligatoria entro le ore 17:00 del 28 luglio 2017. Per informazioni ed iscrizioni: Guida ambientale ed Escursionistica Serena Siri 347-83000620

Il segreto della baciocca: tradizione e gusto in un piatto di Alice Signaigo

Oggi vi vogliamo prendere un po’ per la gola e quale modo migliore se non parlarvi di un piatto salutare, semplice e genuino come la gustosa baciocca? Ne avete mai sentito parlare?

Si tratta di una ricetta molto antica, tipica della Val Penna (Pratosopralacroce) e della Val di Taro (Santa Maria del Taro).

Iniziamo con il dire gran parte degli anziani del paese non hanno la ricetta scritta su carta poiché chi è vero nativo del posto, la sa come fosse una preghiera, grazie ai vecchi che con molta dedizione e costanza l’hanno tramandata di generazione in generazione e (forse) questo è proprio il segreto della qualità unica e indiscutibile del piatto stesso.

La sua caratteristica principale è quella di essere costituita da ingredienti poveri come la “patata quarantina” tipica della zona e dalla sua speciale cottura.

Si tratta di una specie di torta di patate e questa è la ricetta di una signora nativa di Pratosopralacroce, classe 1922.

Se volete provare anche voi i passaggi sono i seguenti:

  • si fa un soffritto di cipolla (preferibilmente bianca) nel lardo
  • nel frattempo si affettano le patate molto sottili, e si cospargono di sale per circa 10-15 minuti (in modo tale da far fuoriuscire il liquido della patata)
  • si prepara la sfoglia costituita da: farina, acqua, sale e un cucchiaino d’olio e successivamente si stende.
  • Si prende una terrina e si aggiungono le patate tagliate insieme al soffritto di cipolla nel lardo e poi si aggiunge il parmigiano, la farina e il sale, amalgamando il tutto con il latte in modo che si crei un composto cremoso
  • Il composto si andrà poi a stendere sulla sfoglia

Il segreto della vera baciocca sta nella sua cottura grazie all’utilizzo del tipico “testo”.

Il testo è una campana di ghisa che viene riscaldata, bruciando legna secca (o meglio “la br-occa”) finchè non diventa brace.

Questa brace viene poi spostata ai bordi del piano di cottura e al centro viene fatta scivolare la baciocca che, poco prima, è stata adagiata su una specie di tagliere di legno (chiamato “tappo”) con sotto foglie secche di castagno che permetto alla baciocca di scivolare nel piano del testo senza bisogno di tegame.

Dopodiché si abbassa la campana e la brace si posiziona intorno in modo da “sigillarla”.

La cottura proseguirà per circa 15-20 minuti a seconda del fuoco che è stato preparato.

Tale preparazione è particolare e unica poiché ogni ingrediente ha il suo perché: perfino la foglia di castagno è un ELEMENTO ESSENZIALE per poter dare quel gusto e quel profumo unico e inimitabile.

Inevitabile dirvi che in ogni frazione di Pratosopralacroce ognuno giocava con la fantasia e apportava varianti al piatto: c’è chi aggiungeva verdure, come carote o bietola oppure chi prezzemolo; non cambia il fatto che la baciocca rimane uno dei piatti più buoni e gustosi ma soprattutto tipici dell’entroterra genovese.

Ovviamente non tutti possiedono un testo e quindi anche con la cottura nel forno è     possibile avere ottimi risultati.

Uno dei tanti motivi per cui Sopralacroce è conosciuta, è proprio grazie alla SAGRA DELLA BACIOCCA che si terrà questo SABATO 29 LUGLIO 2017.

Da quasi vent’anni si svolge questa bellissima festa che attira ogni anno tanti amatori sia del posto, sia dei piatti tipici che si cucinano di cui la baciocca ne è la protagonista, il tutto è contornato dalla musica dell’orchestra e dalle danze ballate sulla cosiddetta “balera”.

PRATOSOPRALACROCE: CLIMA PERFETTO? UTOPIA O REALTà? DI ALICE SIGNAIGO

Lo sapevate che all’interno del Parco dell’Aveto si trova un piccolo borgo in cui pare si trovi l’utopico e tanto ricercato “clima perfetto”? Andiamo alla scoperta di un territorio ancora inesplorato: Pratosopralacroce

Pratosopralacroce è un piccolo paesino di campagna collocato a 600m s.l.m, precisamente nella Val Penna, nel Comune di Borzonasca(GE).

Questo borgo è metà strada tra mare e monti e, per questo motivo, viene denominato località di “mezza montagna” poiché in soli trenta minuti, è possibile raggiungere sia rinomate spiagge e mete del Tigullio come Chiavari, Sestri Levante o Zoagli; sia superare i 1000 metri di altitudine e incontrare cavalli selvaggi, laghi, faggete e luoghi considerati “lunari” per la loro conformazione geologica come ad esempio Pratomollo.

La posizione strategica in cui è collocata Pratosopralacroce le ha permesso, in passato, di godere di una certa fama ed essere considerata una delle mete più visitate e apprezzate in tutto il territorio sia dai villeggianti che dagli abitanti stessi, grazie al clima e alle meraviglie che ne fanno parte.

Sì, avete sentito bene, proprio grazie al clima questo piccolo paesino godeva di una fama nazionale, Nel 1846 durante un congresso di scienziati svoltosi a Genova, grazie alla documentazione presentata, Sopralacroce fu tenuta in considerazione per le sue proprietà terapeutiche del clima definito: tonico, sedativo e asciutto e di una fonte di acqua minerale ferrugginosa ritenuta unica nel suo genere in Liguria e tra le poche in Italia. Grazie a questi due importanti fattori nacque così la prima stazione idro climatica dell’intero Appennino ligure.

In questa località si trovava e pare essersi mantenuto tutt’oggi l’utopico “clima perfetto”: non troppo freddo d’inverno (temperature mai sotto lo 0°) e non troppo caldo d’estate (non si superano mai i 30°). La prima persona che decise di usufruire e di sfruttare il valore “tonificante delle acqua e dell’accertata salubrità del clima” fu proprio il dottor G.B. Prandina o meglio il medico di Garibaldi e il celebre Professor Devoto ideatore del dizionario di lingua italiana Devoto-Oli, tra i massimi esponenti della disciplina del Novecento.

Per completare questo quadro di benessere, durante la fine dell’Ottocento, sulle Rive del Rio Storto (piccolo ruscello che scorre nel paese), furono anche costruiti i bagni termali (oggi scomparsi sotto la fitta vegetazione) che aumentarono a dismisura il numero di turisti.

La fama di Sopralacroce durò per circa 40 anni, successivamente iniziò il declino per varie ragioni, una tra le quali si identificò nella nuova moda tra i turisti di salire sempre più in alto verso i 1000/1500m di altitudine.

Cosa resta oggi di Pratosopralacroce? Un piccolo paesino di campagna in cui è possibile rilassarsi, immergersi tra la natura, il silenzio e l’aria rigenerante, godere di un ottimo clima ed infine intraprendere tantissime escursioni nei dintorni: dalle rovine di una antica chiesa nel bosco risalente all’anno 1000, il celebre Volto Megalitico (vedi articolo sul blog), la sorgente di acqua minerale ferruginosa, la cascata da Cianà, la passeggiata al faggio secolare, i cavalli selvaggi dell’Aveto, gli antichi borghi con incisioni sui portali, i Laghi di Giacopiane e molto altro ancora.

Non mi resta quindi che invitarvi a visitare questo piccolo gioiello dell’entroterra ligure all’insegna della scoperta e dell’avventura!

 

 

 

GENOVA EARTH DAY : in bici per il clima di Beatrice Citron

 

GENOVA EARTH DAY : in bici per il clima. Sabato 22 aprile, in tutto il mondo si celebra la Giornata della Terra. Per l’occasione, associazioni, comitati e liberi cittadini hanno organizzato la più grande biciclettata mai organizzata nel cuore di Genova. Una manifestazione su due ruote aperta a tutti, con lo scopo di sensibilizzare sulle tematiche ambientali che riguardano sia le generazioni di oggi, che quelle di domani. A partire dalle 14:00, sarà aperto il Village di Piazza Matteotti: un punto di incontro e raccolta dove le varie associazioni promotrici dell’iniziativa daranno il benvenuto a tutti i partecipanti. Alle 15:00 partirà la grande pedalata per il centro storico; un anello di circa 4,5 km di facile percorrenza e accessibile a tutti. L’evento è aperto a tutti i mezzi non a motore. L’unica richiesta da parte degli organizzatori sarà d’ indossare indumenti bianchi : un modo per dare ancora più risalto all’iniziativa.

La manifestazione è gratuita, pacifica e apartitica. Ha la mission di promuovere la mobilità sostenibile come strumento chiave per combattere i cambiamenti climatici, tutelare l’ambiente, la salute e la qualità della vita nei nostri centri urbani. La pedalata si concluderà di nuovo in Piazza Matteotti, dove sarà organizzato un momento di incontro con le realtà associative presenti, informazione e divulgazione scientifica e ovviamente, divertimento e musica dal vivo.

Il CRAS ENPA GENOVA compie un anno e gli animali ringraziano! di Beatrice Citron

Il CRAS ENPA GENOVA compie un anno e gli animali ringraziano! Nel 2016 l’ENPA di Genova ha inaugurato il primo CRAS ( Centro Recupero Animali Selvatici) sul territorio ligure. La struttura si occupa di dare rifugio, cura e riabilitare tutta la fauna selvatica in difficoltà. Infatti, il fine ultimo di ogni operazione del Centro è il rilascio dell’ospite, rispettando sempre la salvaguardia del patrimonio naturalistico della Regione, secondo le esigenze degli animali. La Liguria è un importantissimo corridoio ecologico, un riferimento per svariati migratori ed un habitat di numerose specie, purtroppo a rischio di estinzione. Ecco il perchè della decisione dell’ ENPA di Genova di aprire il Centro, attrezzato all’accoglienza di questi animali, con ambulatori specializzati e recinti opportunamente isolati dall’ambiente urbano. Oltre ad essere un luogo di recupero e riabilitazione, il CRAS si occupa della ricerca e raccolta dati. Infine organizza incontri aperti ai cittadini per approfondire temi relativi all’ ambiente e biodiversità, condividendo sempre le esperienze vissute dai volontari al Centro.

Tutti i volontari del CRAS ENPA GENOVA  si pongono la missione di fare tutto ciò che è possibile per gli animali e per la natura, troppo spesso sottovalutata da coloro che non comprendono il legame indissolubile tra l’uomo e il mondo naturale.

Per rimanere aggiornati su attività ed eventi del Centro visitate il sito http://www.enpagenova.org