A FINALE LIGURE UN SEMINARIO DI APITERAPIA

A FINALE LIGURE UN SEMINARIO DI APITERAPIA

Giovedì 15 marzo alle 20,30 a Finale Ligure (Sala gallesio, via Pertica 29) si svolge un seminario di apiterapia, nuova frontiera dell’apicultura. L’evento è a cura dell’Associazione Apiliguria (Associazione delle Quattro Province Liguri) e con la partecipazione della docente dott.ssa Laura Cavalli.

Laureata in farmacia, dopo una breve esperienza come farmacista e svariati anni nell’industria farmaceutica, come informatore medico-scientifico, Laura Cavalli decide di “passare al naturale” ed entra a far parte della direzione medica di una multinazionale francese specializzata nella produzione e commercializzazione di prodotti fitoterapici. Specializzata in Naturopatia Scientifica, è oggi Consulente della Salute e segretario dell’Associazione Italiana Apiterapia

L’Associazione Italiana ApiTerapia nasce per divulgare la conoscenza e la pratica dell’apiterapia in Italia. L’obiettivo è quello di creare un gruppo di medici, apicoltori, ricercatori, operatori del benessere e persone interessate allo sviluppo e alla pratica dell’apiterapia che sinergicamente contribuiscano a far crescere le conoscenze su questa antica materia recentemente riscoperta anche in Italia.

L’apiterapia è il trattamento delle malattie con prodotti raccolti, tasformati e secreti dalla api ed in particolare polline, proproli, miele, pappa reale e veleno. E’ un concetto medico che si basa su una tradizione molto antica, una pratica terapeutica plurisecolare il cui impiego è testimoniato da almeno due millenni. In molti paesi l’apiterapia è stata dichiarata ufficialmente una pratica medica e in molte nazioni sta ottenendo riconoscimenti ufficiali. Con l’apiterapia si vuole dare, ai professionisti sanitari nelle diverse branche della medicina, un ulteriore strumento terapeutico che si va ad integrare perfettamente alle tecniche mediche più aggiornate.

Questo appuntamento è un’occasione speciale per poter conoscere più a fondo il mondo delle api e le loro capacità curative

L’ingresso è aperto a tutti.

Per maggiori informazioni contattare Davide Artemisio: cell 349-6941943; email savona@apiliguria.it

Il segreto della baciocca: tradizione e gusto in un piatto di Alice Signaigo

Oggi vi vogliamo prendere un po’ per la gola e quale modo migliore se non parlarvi di un piatto salutare, semplice e genuino come la gustosa baciocca? Ne avete mai sentito parlare?

Si tratta di una ricetta molto antica, tipica della Val Penna (Pratosopralacroce) e della Val di Taro (Santa Maria del Taro).

Iniziamo con il dire gran parte degli anziani del paese non hanno la ricetta scritta su carta poiché chi è vero nativo del posto, la sa come fosse una preghiera, grazie ai vecchi che con molta dedizione e costanza l’hanno tramandata di generazione in generazione e (forse) questo è proprio il segreto della qualità unica e indiscutibile del piatto stesso.

La sua caratteristica principale è quella di essere costituita da ingredienti poveri come la “patata quarantina” tipica della zona e dalla sua speciale cottura.

Si tratta di una specie di torta di patate e questa è la ricetta di una signora nativa di Pratosopralacroce, classe 1922.

Se volete provare anche voi i passaggi sono i seguenti:

  • si fa un soffritto di cipolla (preferibilmente bianca) nel lardo
  • nel frattempo si affettano le patate molto sottili, e si cospargono di sale per circa 10-15 minuti (in modo tale da far fuoriuscire il liquido della patata)
  • si prepara la sfoglia costituita da: farina, acqua, sale e un cucchiaino d’olio e successivamente si stende.
  • Si prende una terrina e si aggiungono le patate tagliate insieme al soffritto di cipolla nel lardo e poi si aggiunge il parmigiano, la farina e il sale, amalgamando il tutto con il latte in modo che si crei un composto cremoso
  • Il composto si andrà poi a stendere sulla sfoglia

Il segreto della vera baciocca sta nella sua cottura grazie all’utilizzo del tipico “testo”.

Il testo è una campana di ghisa che viene riscaldata, bruciando legna secca (o meglio “la br-occa”) finchè non diventa brace.

Questa brace viene poi spostata ai bordi del piano di cottura e al centro viene fatta scivolare la baciocca che, poco prima, è stata adagiata su una specie di tagliere di legno (chiamato “tappo”) con sotto foglie secche di castagno che permetto alla baciocca di scivolare nel piano del testo senza bisogno di tegame.

Dopodiché si abbassa la campana e la brace si posiziona intorno in modo da “sigillarla”.

La cottura proseguirà per circa 15-20 minuti a seconda del fuoco che è stato preparato.

Tale preparazione è particolare e unica poiché ogni ingrediente ha il suo perché: perfino la foglia di castagno è un ELEMENTO ESSENZIALE per poter dare quel gusto e quel profumo unico e inimitabile.

Inevitabile dirvi che in ogni frazione di Pratosopralacroce ognuno giocava con la fantasia e apportava varianti al piatto: c’è chi aggiungeva verdure, come carote o bietola oppure chi prezzemolo; non cambia il fatto che la baciocca rimane uno dei piatti più buoni e gustosi ma soprattutto tipici dell’entroterra genovese.

Ovviamente non tutti possiedono un testo e quindi anche con la cottura nel forno è     possibile avere ottimi risultati.

Uno dei tanti motivi per cui Sopralacroce è conosciuta, è proprio grazie alla SAGRA DELLA BACIOCCA che si terrà questo SABATO 29 LUGLIO 2017.

Da quasi vent’anni si svolge questa bellissima festa che attira ogni anno tanti amatori sia del posto, sia dei piatti tipici che si cucinano di cui la baciocca ne è la protagonista, il tutto è contornato dalla musica dell’orchestra e dalle danze ballate sulla cosiddetta “balera”.